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Era da un pò che l’avevamo programmato: un war game per i vicoli secondari di Urbino!
(war game sarebbe un simil gdr con pistole a pallini e pugnali invece di spade e magie.)
Sono arrivato in piazza una mezz’oretta dopo l’orario stabilito e, assieme agli altri, ho aspettato la Giulia la quale non ha tardato ad arrivare portandosi dietro una sua amica nonchè compagna delle medie di Piccio e del sottoscritto.


Quando hai una pistola, ti vien voglia di usarla:

Io non vedevo l’ora di giocare, anche per svignarmela dalle due ragazze che, per l’occasione, avevano indossato una maschera che si chiamava “Follia mista a insopportabilità”, gli altri invece avevano deciso di aspettare un pò (tempo indeterminato) prima di iniziare.
In quell’insignificante “pò” che è durato un tre quarti d’ora buoni, credevo che sarei partito di testa:
c’era Peppo che non riusciva a fare una sola frase di senso compiuto senza ridere, Ale che alla ca**o iniziava a ridere anche lui per far ridere il co***ne prima citato, la Giulia, la quale probabilmente voleva discorrere, aveva deciso di farmi incazzare ben bene aggiungendo alla sua maschera una buona dose sia di follia che di insopportabilità in più mentre la sua amica si manteneva costante al livello di “idiozia statica”.

Dio esiste, e i War Game anche:

Quando, ringraziando Dio, anche gli altri non ne poterono più (escluso Peppo che quella sera pareva sinceramente deciso a difendere e scortare la Giulia e la sua amica) ci avviammo verso il luogo dove avremmo dato inizio al war game: Ambro e Ale contro Piccio e Cecio contro Peppo (che aveva insistito per stare da solo). In quella serata scoprì sia che il nero ti rende sul serio invisibile se ti metti in un’ombra (cecio non mi ha visto da dieci centimetri di distanza e piccio ha ancora la testa perchè non me la sentivo di sparargli in un orecchio), sia di essere veramente bravo nei war game. Ale si è dimostrato un ottimo assassino (deve solo imbastardirsi un pò di più) e Peppo... Peppo deve avere meno fiducia negli altri se è solo e potenzialmente contro tutti...

Il Colpone di Scena:

Comunque non sono le schede tecniche che interessano: il vero colpo di scena è che, mentre Piccio e Cecio battevano in ritirata, io e Ale abbiamo visto una macchina degli sbirri (ho sempre sognato di chiamarli così) che si fermava, spegneva i fari e faceva scendere un simpatico omino in uniforme che,intimando l’Alt a non si sa quale di noi, provocò nelle nostre contorte menti un solo pensiero: “...DATTELAAGAMBEEEE!!!!” e così abbiamo fatto separandoci da Cecio e Piccio per poi incontrarli poco dopo nei vicoli secondari e bui. A questo punto, scampato il pericolo rimaneva una sola domanda: dov’è Peppo!? Lasciammo Cecio (o meglio, Cecio si lasciò) al punto di ritrovo con Ale mentre io e Piccio andammo a cerare il caro Franci che nel frattempo aveva già raggiunto il punto di ritrovo ignaro di tutto.

Modalità romanzo o no...

Ce ne andammo verso casa scherzando e ridendo
[INIZIALIZZAZIONE MODALITA’ ROMANZO]
e, metre Francesco lo riaccompagnava verso casa, Federico alzò lo sguardo verso il cielo notturno costellato di stelle, i capelli al vento ed un solo pensiero per quel periodo della sua vita: “questi sono sicuramente i giorni che ricorderò come i migliori della mia vita”...
[FINE MODALITA’ ROMANZO]
in poche parole: “quanto siamo scemi, ragazzi... Delle stro**ate così le si fanno solo a quest’età”.