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COSA VUOI DI PIU’ DALLA VITA?

Quel sabato era trascorso veramente bene:
alla sala prove eravamo riusciti a fare una canzone come si deve, non mi erano prese crisi depressive, la Giada aveva un vestito che diceva “gu-ar-da-mi le tet-te!”, avevamo trovato un nome per il gruppo (“Nameless”) e Jacopo non c’era.
Cosa chiedere di meglio?

A FERMIGNANO CON VARIE LINGUE

Una bella serata a Fermignano era ciò che ci voleva per coronare quel bellissimo sabato! E infatti andammo giù con la corriera per poi andare a casa di Cappe, che si doveva cambiare, far compagnia a Davide Percetti (uno che ogni tanto ci viene a sentire in sala prove) il quale sarebbe dovuto tornare in Urbino poco dopo, e decidere dove andare a cenare.
Nel lasso di tempo tra l’uscita da casa di Cappe e la dipartita di Davide, ad ambro venne fuori uno strano accento “Russo” con il quale iniziò a parlare.
Successivamente, per dimostrare la sua abilità nel fingere di essere straniero, incitò gli altri a chiedergli di imitare i vari accenti...
l’ultimo che gli venne chiesto fu l’accento inglese il quale non venne più abbandonato bensì modificato con l’aggiunta di alcune parole britanniche.

AL SOLITO: LE IDEE DI PEPPO

ED E’ QUI CHE SCATTA L’IDEONA DI PEPPO:
“Ambro! Fai finta di essere inglese con la cameriera del ristorante in cui stiamo andando!”
(l’ha detto un pò diversamente ma...)
Inutile dire che, nel suo incredibile sprezzo del pericolo, il poliglotta Ambro si lanciò in una perfetta imitazione di uno straniero proveniente dalla Sboflonia
(regione inglese a qualche grado di longitudine...latitudine da....).
C’è da dire che la cameriera non ne sapeva un’acca della mia lingua e, appena le chiesi una “marghewita with sausages”, mi guardò con un misto di panico e confusione chiedendo aiuto ai miei commensali...
Dopo circa due ore ci avviammo all’uscita dove, accompagnato dalle lodi dei miei amici, mi accinsi a pagare.

POVERO G.P.II E CAPPE L.M.S.

Proprio in quell’istante,però, alla tv trasmisero la notizia della morte del papa...
tutto quello che riuscì a dire fu: “The Pope’s dead!? SHIT!” Ci fu di buono il fatto che pensavamo che con la sua morte avrebbero chiuso le scuole almeno un giorno per lutto nazionale e quindi nessuno fu particolarmente traumatizzato (si, si... siamo insensibili).
La serata proseguì “normalmente”: girammo un pò, impedimmo alla Giada di giocare a calcio con i sassi, ci raccontammo barzellette (quelle della Giada erano da impiccagione) e notammo che Cappe, quando ride di notte, sembra un Lupo Mannaro un pò Spelacchiato (Però Peppo non è d’accordo...dice che è un bel ragazzo).
Poi il caro Franci mi ha accompagnato a casa e lì mi sono addormentato alle tre di notte.

FIIINEEE!


MORALE: al giorno d’oggi siamo diventati insensibili alla morte...O è la morte che ci ha resi insensibili...ma anche no.